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Professionisti2017-12-27T20:34:03+00:00

Lo Psicomotricista Relazionale associato A.N.P.R.I.

Lo Psicomotricista Relazionale è figura professionale che opera in ambito educativo e preventivo, che realizza, in autonomia e/o in collaborazione con altri profssionisti dell’area socio-pedagogica, programmi di educazione psicomotoria e interventi di prevenzione per armonizzare lo sviluppo atti a favorire l’interrelazione tra le funzioni affettive, cognitive, motorie e sociali del bambino in età evolutiva. In particolare opera per:

  • sostenere una maturazione armonica della personalità dell’individuo, stimolando lo sviluppo e l’utilizzo delle risorse e capacità personali nel rispetto dell’unicità e originalità di ciascun bambino;
  • favorire la formazione e il rafforzamento dell’identità personale attraverso l’integrazione della dimensione motoria, affettiva, emozionale e cognitiva;
  • promuovere l’agio durante il processo maturativo del bambino;
  • incoraggiare e promuovere l’acquisizione di competenze comunicative e relazionali nel rispetto delle varie fasi di crescita di ciascun bambino, promuovendo l’inclusione e la valorizzazione delle differenze;
  • favorire l’instaurarsi di relazioni significative tra bambino/adulto e tra bambino/bambino.

Lo Psicomotricista inoltre può collaborare con equipe interdisciplinari dell’area socio-sanitaria e assistenziale qualora richiesto e in presenza di eventuali difficoltà riscontrate, in particolare:

  • adatta gli interventi psicomotori alle peculiari caratteristiche dei bambini in età evolutiva;
  • individua ed elabora all’interno dell’equipe multiprofessionale finalità e obiettivi  psicomotori per favorire il soddisfacimento e superamento dei bisogni nelle varie fasi di sviluppo del bambino;
  • potenzia le possibilità di intervento pedagogico in presenza di soggetti svantaggiati e/o diversamente abili;
  • documenta il percorso psicomotorio del bambino verificandone i progressi attraverso strumenti osservativi.

Lo Psicomotricista Relazionale privilegia la ricerca di una relazione autentica, di ascolto profondo, di accoglienza e sostegno del bambino nella sua globalità, stimolandolo a scoprire e valorizzare le proprie potenzialità e risorse, contribuendo così al suo sviluppo e al naturale processo maturativo, al superamento di eventuali bisogni, disarmonie, tipiche dell’età evolutiva. Accompagna la propria attività lavorativa consapevole della necessità di proseguire il proprio percorso attraverso una formazione, un aggiornamento e una supervisione costante e adeguata al proprio profilo professionale. Svolge attività di studio, di didattica, di ricerca specifica e applicata, di consulenza nei servizi educativi-sociali e ovunque si richieda la sua competenza professionale.

In ambito educativo-preventivo, progetta il proprio lavoro con i bambini integrandolo con un approfondito percorso di orientamento educativo alle famiglie.

Gli Psicomotricisti Relazionali affrontano la professione perseguendo una metodologia che trova il proprio fondamento soprattutto all’interno dell’iter di studi dell’Istituto Italiano di Psicologia della Relazione (www.iipr.it) che propone un approccio umanistico attraverso la ricerca e lo sviluppo delle potenzialità sia personali che professionali. L’iter formativo propone una formazione personale allo scopo di sviluppare la conoscenza si sé e migliorare le capacità di comunicazione interpersonali; una formazione didattica e teorica per l’acquisizione di un bagaglio culturale e professionale adeguato.

A.N.P.R.I. riconosce inoltre formazioni in psicomotricità relazionale in linea con quanto previsto dalle disposizioni della direttiva europea 89/48/CEE relativa al sistema generale di riconoscimento dei diplomi di formazione professionale (studi post-secondari) che prevede una durata minima di tre anni.

La Psicomotricità Relazionale

“Psicomotricità è un termine che ritroviamo sempre più spesso all’interno di discipline e scienze umane anche molto diverse tra loro, ma che condividono l’importanza di considerare l’essere umano un’entità integrata, all’interno della quale mente e corpo partecipano con lo stesso valore alla strutturazione ed al funzionamento della vita psichica.” 

(Dott. M. Vecchiato)

La Psicomotricità Relazionale propone un’educazione globale, attenta ai nuclei psico–affettivi e cognitivi del bambino. Privilegiando il gioco psicomotorio nelle sue tre tipologie: sensomotorio, simbolico e di socializzazione, è attività pedagogica utile a favorire una maturazione armoniosa del bambino e della bambina.

La Psicomotricità Relazionale è un’attività che ha come obiettivo sostenere e aiutare il bambino durante il suo processo di crescita. Durante l’attività di P.R. il bambino ha la possibilità di giocare, muoversi ed esprimersi liberamente, utilizzando materiali semplici e poco strutturati che favoriscono lo sviluppo delle tre tipologie di attività ludica, caratteristiche del gioco psicomotorio (gioco senso-motorio, gioco simbolico e gioco di socializzazione).

Lo psicomotricista interagisce e dialoga con il bambino sul piano del gioco simbolico e di socializzazione; il clima di accettazione e il rapporto di fiducia che si sviluppa progressivamente con l’adulto favoriscono la libera espressione del bambino e della sua personalità integrale, nelle sue componenti affettive, emotive, e cognitive, ponendo le basi per uno sviluppo maturativo armonico e promuovendo il benessere del bambino. Lo psicomotricista favorisce il superamento dei momenti di crisi, che si presentano frequentemente durante lo sviluppo maturativo, ed ha come obiettivo sostenere e aiutare il bambino durante il suo processo di crescita.

Questa attività risulta piacevole per il bambino, che giocando può sviluppare:

  • competenze motorie adeguate all’età cronologica e alla fase evolutiva;
  • autonomia personale e capacità di iniziativa;
  • autostima e autoefficacia;
  • creatività e competenze espressive (comunicative e relazionali);
  • capacità di collaborazione, mediazione, condivisione, cooperazione;
  • interiorizzazione delle regole sociali.

E’ particolarmente indicata nei casi di:

  • mettere difficoltà nel mantenere la concentrazione ed eccessiva distraibilità;
  • comportamento aggressivo;
  • inibizione;
  • difficoltà di relazione.

In generale i percorsi che possono interessare la Psicomotricità Relazionale afferiscono ai seguenti interventi/ambiti: